Quali sono le differenze fra la terapia chirurgica e la cura non chirurgica?

Posted on

Le linee guida ESVS e l’American Venous forum indicano l’ablazione in radiofrequenza come prima scelta in caso di incontinenza della vena piccola e grande safena.

Per valutare il tipo di intervento necesiterebbe uno studio ecodoppler che valutasse il diametro della safena il decosoro della stessa L’intervento viene programmato dopo un esame eco-color-doppler, che ha anche lo scopo di verificare se la patologia interessa la vena safena. Questo avviene durante la seduta ambulatoriale chirurgica di trattamento delle varici, risparmiando così al paziente un intervento in sala operatoria. La CHIVA è un intervento come lo è la bruciatura della safena con il laser o lo stripping (asportazione chirurgica) ? La CHIVA non è un intervento chirurgico ma una strategia di trattamento delle vene varicose che inizia con una mappatura emodinamica delle vene varicose da fare con l’eco-color-doppler. Questi interventi sono detti anche Intervento di Termoablazione e si possono fare sia con il Laser ( EVLT) che con la Radiofrequenza (RF). La tecnica Closure Fast è indicata in tutti i casi nei quali i pazienti soffrano di varici causate da un’insufficienza venosa del tronco della vena grande safena. La metodica di occlusione della vena safena con Closure Fast è una tecnica ambulatoriale efficacissima nella cura delle varici degli arti inferiori. In presenza di vene varicose, il consiglio medico più frequente è quello di togliere la safena, in quanto considerata la causa delle varici.

Le Vene Varicose Dopo Eliminazione Chirurgica Della Safena Interna

  • Le vene varicose diventano molto profonde;
  • La pelle cambia colore;
  • Compaiono delle ulcere o un dolore continuo.

Fig 1: Questo paziente presenta varici evidenti alla gamba collegate ad un malfunzionamento della safena nel tratto che va dall’inguine al disotto del ginocchio.

La safena non viene più eliminata, se non nei casi più avanzati, limitandosi ad eliminare solo le vene varicose con un piccolo intervento in anestesia locale (flebectomia ambulatoriale). La safenectomia è un intervento chirurgico che prevede l’asportazione totale o parziale della safena, vena presente nella gamba che dovrebbe riportare il sangue dai piedi verso il tronco. Infine, durante l’intervento possono essere asportate anche eventuali vene varicose che dipendono dalla safena. Nella maggior parte dei casi la Closure non solo determina la scomparsa della safena (vena superficiale delle gambe) ma anche delle sue collaterali (vene affluenti delle safene). Magari è possibile oggi modulare il trattamento che una volta consisteva nella sola rimozione (stripping) della safena. Ecco come intervenire sulla safena e quali sono i rischi dell’operazione Intervento alla safena: perché si fa? Normalmente, per la cura delle vene varicose, la terapia più indicata sarebbe l’intervento chirurgico, un intervento relativamente semplice e che viene generalmente effettuato in day-hospital. Le vene varicose sono delle vene dilatate che interessano il sistema venoso superficiale delle gambe (costituito dalla grande e piccola safena e dai loro vasi affluenti). In questi casi i chirurghi consiglierebbero generalmente la rimozione della safena o stripping (staccare la vena e sfilarla con uno strumento flessibile inserito al suo interno).

PRIMA DELLA RIMOZIONE DEI CAPILLARI NELLE GAMBE: CHE COSA SONO CAPILLARI E VENE VARICOSE DEGLI ARTI INFERIORI?

  • Immediatamente dopo l’intervento di chirurgia delle vene varicose

L’obiettivo di questi interventi è naturalmente quello di eliminare la vena safena che non funziona più, insieme ai suoi collaterali varicosi.

Dopo la rimozione dei punti e delle bende elastiche applicate alla fine dell’operazione, il paziente dovrà indossare una calza elastica di media compressione per circa 10-12 giorni. I rischi legati a questo genere di operazione sono rari, e possono essere causati da problemi dovuti all’anestesia e da quelli legati all’intervento. Nel caso di ostruzione delle vene profonde la safena interna, anche se ha le valvole che non funzionano, puo essere utile per la formazione di un circolo di compenso. Questa safena non dovra mai essere tolta, perche questo paziente, predisposto alle trombosi, potrebbe un giorno avere una trombosi delle vene profonde. Questo punto di passaggio e detto punto di fuga e la sua interruzione (legatura e sezione) chirurgica e uno dei passi piu importanti della chirurgia flebologica. Se la safena e stata tolta, la recidiva del punto di fuga porta alla formazione di nuove vene varicose anche dove prima dell’intervento non erano presenti. Abbiamo detto che il sangue scorre dalle vene superficiali immediatamente sottocutanee verso la safena interna che invece è nello sdoppiamento della fascia e da quest’ultima nelle vene profonde. Come scorre il sangue venoso nel soggetto normale In un punto di fuga non operato il sangue scorre dalla vena profonda nella safena. Per saperne di più : http://www.veneinforma.com/TrattamentiDemolitivi/Recidive.html Si occupa di flebologia e del trattamento delle vene varicose con cura CHIVA, l’unica che consente di conservare la safena e la sua funzione!

  • Il rilassamento delle vene,
  • Il malfunzionamento delle valvole.

Ottiene questo risultato evitando di sacrificare l’asse della vena safena interessato.

Per il III°, IV° grado e per il prolasso rettale, l’intervento chirurgico rappresenta l’unica soluzione. Il trattamento laser endovenoso della safena o delle vene collaterali maggiori è una soluzione innovativa completa per il trattamento delle vene varicose (di pertinenza della grande e piccola safena). Nel corso dell’intervento si associano spesso anche le cosiddette varicectomie, che comportano l’asportazione dei collaterali varicosi della safena attraverso millimetriche incisioni. È necessario, comunque, considerare sempre l’età di una paziente che deve essere sottoposta ad un intervento chirurgico alle vene varicose, le possibili gravidanze, il peso, la sedentarietà. Questi tipi di interventi sono quelli effettuati nella quasi totalità dei centri che si occupano di questo tipo di chirurgia ed offrono buoni risultati nell’ 80-85% dei pazienti trattati. In Italia si calcola che annualmente circa 320.000 persone vengano sottoposte ad interventi chirurgici per la cura delle varici. Per quanto riguarda la chirurgia del circolo venoso profondo questa riguarda pazienti estremamente selezionati e va riservata a centri chirurgici con consolidata esperienza in tale settore. Per affrontare il problema delle vene varicose sono disponibili diversi tipi di cure che si suddividono in: Questi trattamenti possono essere effettuati singolarmente, oppure in associazione. Rispetto ai classici interventi chirurgici, le procedure endovascolari consentono di riprendere le normali attività quotidiane in tempi molto brevi, non lasciano cicatrici e provocano meno dolore nella fase post-operatoria.

Questo problema non si verifica mai con la chirurgia emodinamica conservativa in quanto la funzione drenante della safena viene mantenuta.

Le perforanti di Hunter sono vene che collegano la safena e la vena femorale superficiale a metà coscia. Qualora invece la safena sia stata rimossa, il flusso della perforante alimenterà nuove vene varicose ed il reintervento non potrà essere evitato. Può cioè succedere che durante la fase di contrazione muscolare, analogamente a quanto sopra descritto per la safena esterna, il sangue passa dalle vene profonde alla vena di Giacomini. Dalla vena di Giacomini poi possono originare direttamente delle vene varicose oppure questa può confluire nella safena interna rendendola incontinente. 32 di Starbene in edicola dal 25/7/2017 Le vene varicose sono delle vene sottocutanee che in seguito ad un cattivo funzionamento delle valvole della safena divengono gonfie e tortuose. Le vene varicose visibili sono sempre quelle sottocutanee e non la safena che anche se non correttamente funzionante non è quasi mai visibile. Tuttavia, le metodiche di chirurgia meno invasive possono costituire una valida alternativa alla scleroterapia anche nel caso di varici di vasi di calibro inferiore. Solamente l’1,1% dei maschi ed il 2,2% delle femmine vengono ricoverati per intervento chirurgico alle varici degli arti inferiori. Nella popolazione generale la malattia varicosa ha una frequenza del 15-30%, se si considera unicamente la degenerazione dei sistemi della vena Safena e delle sue collaterali Questa tecnica sostituisce lo stripping (lo ‘sfilamento’) della vena grande safena: non si formano ematomi e le ferite chirurgiche sono ridotte al minimo”. In particolare la tecnica chirurgica consolidata consiste nell’asportazione della vena grande safena – safenectomia – e delle eventuali vene collaterali dilatate. comunemente nella grande vena safena, una delle vene asportazione chirurgica della vena safena mediante intervento Quando si parla di safenectomia si intende un intervento chirurgico che prevede l’asportazione  della vena safena, sia essa la vena grande safena o la piccola safena. L’intervento di safenectomia della vena grande safena, viene eseguito praticando un’incisione a livello della piega inguinale. Quindi attraverso due incisioni, una a livello inguinale e una a livello della gamba, si riesce ad asportare la vena grande safena. L’intervento di safenectomia prevede inoltre l’esecuzione delle cosiddette varicectomie, ossia delle piccole incisioni attraverso le quali si asportano i collaterali varicosi della safena. R: Le varici si possono sfortunatamente riformare perché l’intervento elimina le vene che sono dilatate, ma non può evitare che con il  tempo altre vene si ammalino.